| Categoria: Londra |
| LONDRA: lesson 8 |
| Data: 02/12/09 |
Sapevate che una famiglia con 12 figli in Inglilterra percepisce dalla stato un contributo pari a 5000 euro? Prima di pensare di trasferirvi ai soli fini riproduttivi cerchiamo di capire meglio le differenze tra la famiglia inglese e la famiglia italiana ... A cura di Simone Abitante. |
Cari amici,
a meno di un mese da Natale, arriva la nuova puntata del nostro viaggio intrapreso alla scoperta di Londra, dell'Inghilterra e di cosa ci accomuna e distingue. Su consiglio di Damiano, eccomi a parlare di famiglia e di come sia un concetto totalmente diverso da quello da noi inteso.
Innanzitutto la differenza basilare, l'etá in cui si abbandona il cosiddetto nido:da noi in Italia diciamo che l'idea é quella di trovare un compagno di vita e lasciare la casa paterna per andare a stare con questa persona, ma mentre in passato questo succedeva il prima possibile per essere liberi da famiglie spesso governate da padri-padroni vecchio stile, ora si sta molto di piú con mamma e papá, alcuni direbbero il piú possibile, haha...e per tanti fattori, in Inghilterra invece quando si arriva ad avere anche solo 16-17 anni, la famiglia per prima a volte inizia a far capire che é ora di prender la propria strada.
Ma cosa implica questo?Beh, direi che in Italia ci ritroviamo con molta meno indipendenza che non qui e proprio questa indipendenza ha fattori sia positivi che negativi, di positivo da noi c'é che comunque il valore della famiglia é molto piú forte e forse anche per questo é piú difficile staccarsi "dae cotole dea mama" come si dice in dialetto e intraprendere la propria rotta verso la vita adulta, in piú, diciamo che anche se le mamme brontolano che ad un certo punto si tratta la casa materna come un albergo e ci si va solo a mangiare e dormire, poi sono felici se possono ancora sapere ogni sera il proprio figlio a che ora rincasa e sono contente di vedere la camera in disordine ma abitata piuttosto che ordinata ma vuota.
In Inghilterra si tende invece a uscire presto ed avere un posto proprio, agevolati anche dal fatto che l'aiuto statale ai meno abbienti offre comunque un tetto sicuro ed un introito settimanale per il mantenimento, il cosiddetto benefit infatti copre solitamente l'affitto e da diritto ad un assegno settimanale/mensile per le prime esigenze, e qui scatta il punto negativo a mio parere del discorso indipendenza affrettata, esempio piú lampante, il regno unito é spesso al primo posto nelle classifiche del numero di ragazze madri e delle coppie piú giovani con figli, non fa effetto infatti vedere per strada adolescenti camminare con la carrozzina ed uno o due pargoli al seguito, comunque sanno che lo stato provvederá al loro mantenimento e quindi non si preoccupano piú di tanto di fare sesso protetto. Per darvi un'idea del discorso, proprio dal giornale di questa settimana, una coppia inglese con 12 figli riceve dallo stato un totale di circa € 5000 al mese...
Una cosa che peró ho notato dipendere molto da questa uscita di casa anticipata é il rapporto che si crea soprattutto tra il figlio maschio ed il padre; mentre da noi il padre é spesso una figura di cui si ha un po' soggezione, a cui si vuole certamente bene ma che se si ha qualcosa da chiedere si va prima dalla mamma che poi eventualmente interloquirá per noi con lui, qui il papá diventa piú un amico, certamente questo dipende anche dal fatto che spesso la differenza d'etá non é cosí marcata e quindi idee e stile di vita sono abbastanza vicini ma qui si sente frequentemente parlare dell' "old man", tradotto, "il proprio vecchio" in termini molto amichevoli, esempio classico, il sabato, giorno della partita, numerosissimi padri e figli hanno il loro giorno, con birra al pub, partita e poi curry, in piú, si tratta il figlio da adulto molto prima che non da noi.
Con questo non voglio dire che qui si maturi prima ma certo ci si trova ad affrontare la vita vera, in tutti i suoi aspetti, molto prima che non da noi; mi fa ridere ad esempio sentire molte volte tra le coppie novelle, sorprendersi che il marito non sa stirare una camicia o che la moglie non sa fare il sugo...perché ci ha sempre pensato la mamma...
Davvero dura, se non impossibile, trovare qualche trentenne qui che viva ancora a casa natia, mentre da noi, soprattutto nei paesi, oserei dire che 8 su 10 sono tuttora nella camera in cui sono nati, anche se ultimamente, il trend é cambiato e si sente decisamente prima la necessitá di indipendenza, che peró ad esser sinceri é anche dettata dal fatto che i genitori non disdegnano un aiutino al figlio che si muove, mentre qui é proprio un discorso di base, 16-17-18 anni e si pensa ad uscire ed avere un posto proprio, indipendentemente...e passatemi il gioco di parole.
D'altro canto peró, il significato di famiglia da noi in Italia é molto piú forte e sentito ed i rapporti tra familiari sono spesso molto piú forti che non qui dove, una volta usciti di casa, i fratelli diventano comunque degli individui piú staccati, amici piú che componenti della famiglia.
Londra poi é per me proprio la cittá meno "familiare" possibile essendo il tempio dei single e davvero poco avvezza alla famiglia come la intendiamo noi.
Spero di esser stato il piú obiettivo possibile e di avere colto i punti salienti delle due culture, dal mio punto di vista, avendo vissuto a casa fino ai 29, nonostante parecchie lunghe pause fuori, e da solo per circa 6 anni direi che mi piace l'indipendenza che si respira qui ed il fatto che in un certo modo te la devi guadagnare ma sono felice di essere nato in una famiglia italiana e ringrazieró sempre i miei per avermene inculcato i valori che sono indubbi.
Grazie per la lettura ed per seguirci al solito numerosi. Alla prossima!
Un abbraccio from London Simone |