La storia è quella di un giornalista di provincia inviato ad occuparsi di cronaca nera locale per cui spesso si trova a dover scrivere di un incidente, a volte di una morte. Quasi sempre tutto fila liscio, l'articolo esce e la sua coscienza ritorna a vivere una vita mediocre e senza aspirazioni. A volte però qualche episodio di cui lui è cronista lo obbliga a sdoppiare la sua personalità facendo emergere quelle che probabilmente sono i suoi sogni e le sue aspirazioni mai confessate. Essere un detective. Eccolo allora cambiare e trasformarsi da dott Jack a Mr. Hyde, o meglio a vivere entrambi i personaggi. Buona lettura e buona scrittura.
Il corpo era sicuramente inerme e steso sul pavimento. Non c'erano tracce di sangue.
Un caso difficile. Sicuramente mi sarei divertito.
Ancora una volta il mio ruolo di inviato mi aveva portato sul luogo del delitto prima di tutti. E ora avevo la possibilità di trasformarmi in supereroe svestendo il grigio completo da semplice inviato di provincia per un giornale locale e calzando il soprabito scuro di detective smaliziato e cazzuto.
In fondo il sogno di tutti, una doppia identità, per me era ed è una realtà che solo poche volte riesco a realizzare. Dipende da un sacco di particolari, ma il clik che fa scattare la trasformazione lo sento subito. E scatta nella testa rilasciando adrenalina a fiumi.
Andai in ufficio per trascrivere le prime impressioni e per impostare il pezzo da mandare al giornale.
Un uomo sulla cinquantina trovato morto in casa dalla moglie. Una moglie sicuramente bella, sportiva, abbronzata. Quasi sicuramente afflitta e triste. Sicuramente non disperata.
Il referto medico diceva infarto, ma io non credo nei referti, e soprattutto non credo negli infarti.
L'infarto è solo il momento in cui l'auto si schianta sul platano. Prima c'è la distrazione, il tasso alcolico, l'asfalto bagnato, la velocità, il cellulare. A volte c'è la voglia di lasciarsi andare per vedere cosa c'è oltre quel platano.
...............