Agriturismo Barbagianni Toara (vicenza)



Gimmy, Timmy e Tommy.

Gimmy, Timmy e Tommy sono arrivati all'agriturismo. Sono tre allegri porcellini che per qualche tempo ci faranno compagnia, poi basta, o meglio ci faranno compagnia in forma diversa e non sto qui ad elencarvi i futuri menù visto che ancora non li conosciamo. Fatto sta che sarà inevitabile sacrificare le amate bestiole.

Ora ognuno faccia le proprie considerazioni sul fatto che sia o meno giusto uccidere un animale per mangiarlo, dopo averlo allevato con amore e dedizione, dopo averlo svezzato e introdotto alla vita, dopo averlo educato al rispetto reciproco e così via. Vi sembrerà esagerato ma qualcuno può credere anche a questo. Se equipariamo il maiale al cane, e se i coreani mangiano zuppa di cane come noi mangiamo brodo di gallina capirete che il limi si sposta.

Entriamo quindi in un livello superiore in cui ci sarebbe spazio anche per la reincarnazione ed eventuali conseguenze.

Potremmo anche diventare tutti vegetariani e rispetto chi lo è già ma questa sarebbe un'altra questione.

Di fronte a tutto questo, visto che io ho già abbastanza problemi, vado a vedermi cosa facevano i miei genitori.

Mia mamma amava moltissimo i conigli, gli allevava parlandogli amorevolmente e se un cucciolo moriva ne soffriva. Poi, arrivati ai 2 kg, una mattina di freddo, gli prendeva per le zampe di dietro e con un colpo secco alla nuca li spediva al creatore. E la domenica si festeggiava con il conejo in tecia.

Per anni non ho capito il senso di tutto questo, poi un po' alla volta ci sono arrivato.

Nella cultura dei nostri nonni gli animali allevati per essere mangiati rappresentavano la vita, il poter sopravvivere alla fame e il poter far crescere i figli. Per cui era l'uomo che dipendeva dall'animale e non viceversa. Ecco all'ora l'amore nel confronto di esso e poi il sacrificio finale, senza sofferenza. Un po' come gli aborigeni australiani che con un colpo di freccia riescono ad uccidere un canguro senza che questo se ne accorga.

Per il maiale la cosa era leggermente diversa ma non tanto. Sicuramente l'uccisione più cruenta ma il senso rimaneva lo stesso, e qui troverei una similitudine con gli indiani d'America e il bisonte americano. Stesso senso della vita, stesso senso della morte. Nulla andava sprecato in un rito comunitario che includeva anche i bambini. Il fatto che gli uomini facessero tenere ai bambini la coda del maiale mentre veniva ucciso può sembrare una crudeltà gratuita e sicuramente oggi farebbe fare una dozzina di puntate di porta a porta ma in realtà era l'introduzione del bambino ad un modo di vivere che era l'unico che permettesse la sopravvivenza.

 

Detto questo e tornando a noi credo che Gimmy, Timmy e Tommy se cresciuti con amore e rispetto potranno vivere sicuramente meglio degli animali cresciuti in batteria e alimentati ad estrogeni ed antibiotici. Poi se c'è qualcuno crede che la carne sia prodotta con fibre vegetali, o che negli omogenizzati ci sia solo carne proveniente da animali felici o peggio ancora che l'industria sia più rispettosa verso gli animali di quanto non lo fossero i nostri nonni si faccia pure una bella insalata di carne gelatinosa, non sarò certo io a dirgli cosa c'è dentro ...

vedi tutte le news segnala ad un amico stampa la pagina